Ogni piazza è di tutt3, ogni sciopero è di tutt3 – verso il 20 novembre
07/11/2026
Rete degli Studenti Medi Tivoli

Stiamo vivendo una nuova fase di mobilitazioni. I disagi causati dal carovita hanno generato una partecipazione inedita, spesso slegata da riferimenti politici preesistenti, organizzati e non.
Un’ondata di mobilitazioni che va sostenuta e accompagnata da parole d’ordine chiare, capaci di indirizzare questa rabbia verso i responsabili: il governo Meloni e il sistema capitalistico.
I contenitori politici possono e devono ricoprire un unico ruolo: mettersi a disposizione della collettività, favorire l’organizzazione e la nascita di grandi piazze, dare voce ai disagi e alle rivendicazioni delle persone.
Questa postura non ammette proprietari. Non ammette di scegliere in quale piazza stare e in quale no. Non ammette divisioni.
Le persone non sono scese in piazza perché chiamate da un contenitore politico piuttosto che da un altro, ma perché è stato loro sottratto il diritto a una vita dignitosa.
Da questa consapevolezza nasce una responsabilità.
Una responsabilità che sindacati, organizzazioni studentesche e collettivi devono assumersi: favorire la crescita di queste mobilitazioni, senza comprometterle con personalismi e logiche di appartenenza.
Non è il momento di valutare una piazza sulla base di chi la promuove, né di alimentare divisioni. Chiunque lo faccia è cieco o mosso da altri interessi. La lotta sociale non è e non può essere un’infantile partita a Risiko.
Come Rete degli Studenti Medi abbiamo attraversato le numerose piazze del 30 ottobre e scenderemo in piazza il 20 novembre.
Siamo scesi e scenderemo in piazza non al fianco di un sindacato piuttosto che di un altro, ma al fianco di lavoratori, studenti e cittadini.
Siamo scesi e scenderemo in piazza perché crediamo che queste vertenze siano così importanti e centrali da doverci spingere a superare le divergenze e a smettere di pensare esclusivamente agli interessi della propria organizzazione.
Il 20 novembre parte dalla ricorrenza della Giornata degli studenti, diventa sciopero internazionale e poi sciopero generale. La lotta studentesca supera i confini nazionali e diventa lotta di classe.
Studenti e Lavoratori di tutto il mondo uniti: non può che essere un valore aggiunto.
In Francia, da mesi, ci si mobilita grazie all’unione tra spontaneismo e sindacati studenteschi e dei lavoratori.
In Serbia, sono gli stessi studenti a costruire una lista unitaria capace di mettere in discussione un governo conservatore al potere da anni.
In Spagna, la lotta per il diritto di una persona diventa la lotta di tuttə per i diritti di tuttə.
Siamo in prima linea affinché questo possa accadere anche in Italia e siamo pronti a dialogare con chiunque voglia contribuire a portare avanti questa lotta.
Non ci interessano le medaglie, le bandiere piantate sulle piazze o la competizione per stabilire chi arriva primo.
Ci interessa che quelle piazze diventino sempre più grandi, che quelle voci trovino una sintesi comune e che quella rabbia si trasformi in forza collettiva.
