Rete degli Studenti Medi del Lazio Rete degli Studenti Medi del Lazio

Elezioni 2018: le nostre proposte

Il 4 marzo si vota per eleggere il Parlamento nazionale, il Presidente e il Consiglio Regionale del Lazio. Noi vogliamo dire la nostra a chi si candida alla guida del Paese. Abbiamo 10 proposte per cambiare la scuola, 10 idee nate dall’impegno quotidiano nelle classi, nelle assemblee e nelle mobilitazioni e che abbiamo discusso tutti insieme al Festival dello Studente.

Crediamo che sia fondamentale ridare centralità alla scuola e all’istruzione, perché crediamo che solo investendo su cultura, formazione, ricerca e sviluppo sostenibile sia possibile ridurre le diseguaglianze economiche e sociali così forti e marcate del nostro tempo.

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Nei prossimi giorni chiederemo ai candidati di dirci la loro e pubblicheremo qui le loro risposte.

Per una scuola a misura di studente

Garantire misure a sostegno delle famiglie con reddito ISEE più basso, attraverso il finanziamento di borse di studio e investendo maggiori risorse sul fondo per l’acquisto dei libri di testo per le scuole secondarie di secondo grado presso i Comuni. Mettere a sistema le aziende di Tpl con la Cotral almeno nelle tratte utilizzate dagli studenti per poter andare a scuola e raggiungere i maggiori centri abitati limitrofi, in modo da evitare doppi abbonamenti e quindi maggiori spese a carico delle famiglie. Realizzare una rete di enti culturali, come musei, siti archeologici, biblioteche e metterle a sistema per poter usufruire di agevolazioni per gli studenti, realizzando contemporaneamente un piano di interventi per la diffusione di queste convenzioni da stipulare utilizzando lo strumento della tessera IoStudio oppure utilizzando una card analoga valida sul territorio regionale.

Intervenire su un sistema di orientamento che non funziona, investire risorse sulla formazione di personale dedicato che possa supportare gli studenti nell’identificazione del loro profilo curricolare e potenzialmente professionale, che possa quindi orientarli al meglio nella loro scelta di prosecuzione o meno degli studi. Questi interventi vanno realizzati, con modalità e specificità diverse sia alla fine della terza media che alla fine del quinto superiore, realizzando così una sorta di curriculum dello studente che possa integrarsi andando avanti con il proprio percorso di studi e che lo metta in condizione di comprendere a fondo l’utilità della scuola e della propria formazione. Realizzare degli interventi di disseminazione di questo sistema di supporto all’orientamento e di sensibilizzazione sia per i docenti che per gli studenti.

Le nostre scuole sono ancora caratterizzate da una struttura rigida, ereditata dall’impostazione gentiliana, tanto nella separazione degli indirizzi di studio, quanto nei tempi in cui a noi studenti viene imposto di fare delle scelte che condizioneranno il nostro futuro. Così, mentre agli studenti dei licei vengono trasmesse pressoché nulle competenze pratiche, poiché si dà per scontato che continueranno il proprio percorso di studi iscrivendosi all’Università, agli studenti degli Istituti tecnici e professionali vengono impartite scarse competenze culturali, puntando su una formazione più orientata all’occupazione.

Si tratta, in entrambi i casi, di un modello inadatto ad affrontare le esigenze della società di oggi: tanto i licei, quanto gli istituti tecnici e professionali, stanno fallendo nell’obiettivo di trasmettere agli studenti competenze che vadano oltre il nozionismo e il tecnicismo. Crediamo sia necessario sviluppare competenze trasversali, che siano spendibili per la vita, per la cittadinanza e per un mondo del lavoro in continua trasformazione. Per queste ragioni crediamo che sia necessaria una riforma dei cicli scolastici, realizzata attraverso due capisaldi: l’istituzione di un biennio unitario e l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni.

Investire in corsi di formazione per docenti interni alle scuole, che insegnino non soltanto l’aspetto tecnico delle strumentazioni digitali, ma che si concentrino anche sul ruolo del digitale nelle scuole, che non si può giustamente limitare alla semplice sostituzione del libro cartaceo in PDF, ma che deve inserirsi in un più ampio quadro di innovazioni da apportare all’attuale didattica frontale.

Inoltre, in sinergia con le Amministrazioni locali, è necessario finanziare dei progetti che prevedano l’ammodernamento delle strutture laboratoriali degli istituti scolastici, avendo come priorità le scuole che ne sono tuttora sprovviste.

Continuare nella pratica di monitoraggio delle attività di alternanza scuola – lavoro attraverso un sondaggio che si concentri sull’analisi della qualità dei percorsi e sul livello di coinvolgimento degli studenti al loro interno, sul modello di quello realizzato dagli anni precedenti dalle Consulte Provinciali degli Studenti nel Lazio. Con la Regione Lazio abbiamo già avuto un confronto positivo sul tema, ma adesso aspettiamo che ci sia l’ultimo passaggio in un percorso e una riflessione durata parecchi mesi riguardo l’apertura di un tavolo permanente sull’alternanza scuola – lavoro che coinvolga scuole, studenti, parti sociali e datoriali, per poter valorizzare le esperienze migliori e fornire delle raccomandazioni alle scuole che non rispettano dei criteri minimi di valutazione dei progetti formativi.

Per una società a misura di studente

Chiediamo la messa a sistema degli spazi pubblici per creare luoghi di confronto e di riapertura al territorio, coinvolgendo in primis le scuole e cercando di favorire l’apertura pomeridiana di queste.

Le scuole spesso riescono a supplire le carenze del territorio offrendo luoghi di aggregazione sani e a misura di studente. Purtroppo la penuria di fondi dedicati alle attività pomeridiane e l’assenza di collegamenti efficaci, specialmente nei territori extrametropolitani, ne rende spesso difficile l’apertura pomeridiana , per questo chiediamo che le attività pomeridiane siano incentivate attraverso una rimodulazione degli orari del trasporto pubblico regionale ma anche attraverso lo stanziamento di fondi dedicati che favoriscano la partecipazione studentesca attraverso un coinvolgimento più attivo delle rappresentanze studentesche. Bisogna infine investire sull’ apertura di nuovi spazi di aggregazione che possono dare delle risposte concrete al crescente fenomeno della frammentazione sociale, cercando di ricostruire quel tessuto sociale e il senso di comunità che sta andando in lento declino negli ultimi anni.

Prevedere delle forme di incentivazione dell’offerta culturale agli studenti, avendo cura di valorizzare il patrimonio archeologico e artistico presente sul territorio regionale e favorendo la loro fruibilità specialmente per gli studenti lontani dai grandi centri abitati. Costruire quindi una catena di agevolazioni che si estendano dall’ingresso ridotto alla mobilità per poter raggiungere questi luoghi, mettendo a sistema diversi istituti scolastici e contribuendo alla crescita della loro offerta formativa. Infine, implementare il sistema della tessera IoStudio attraverso diverse convenzioni con i centri culturali del territorio oppure realizzare un sistema di accesso agevolato parallelo che riesca a coprire almeno tutto il settore pubblico e cercando di estendersi anche agli enti privati.

Realizzare una mappatura dei beni confiscati alla criminalità organizzata e procedere alla loro assegnazione ad associazioni del territorio che ne favoriscano la loro apertura, specialmente a percorsi formativi con le scuole che rendano gli studenti protagonisti di storie che loro stessi potrebbero ignorare, mettendoli in condizione di capire dal profondo quali sono le cause del fenomeno mafioso e del disinteresse della collettività. Favorire esperienze positive di contrasto alla mafia e all’illegalità, attraverso momenti di approfondimento nelle scuole ma anche attraverso incontri con la cittadinanza.

Il 24 marzo del 2016 veniva approvata una legge regionale di importanza fondamentale contro il bullismo. Bisogna fare un’opera di sensibilizzazione e diffusione nelle scuole delle misure contenute in questo testo, insieme allo svolgimento di un’azione di sistema di informazione e contrasto al bullismo, dentro e fuori le scuole. Apprezziamo lo sforzo fatto negli scorsi anni dalla Regione per finanziare centinaia di progetti per il contrasto all’omo-transfobia, ma ora è necessario andare oltre e prevedere delle misure che non si limitino alla singola esperienza positiva degli istituti scolastici, ma che vedano un ruolo attivo delle Istituzioni nell’affrontare questo enorme problema sociale che è il fenomeno del bullismo.

La disoccupazione giovanile, la precarietà e l’impossibilità di costruire un progetto di vita stabile impedisce ai di emanciparsi, di svolgere a pieno la funzione innovatrice che storicamente appartiene ad una nuova generazione e di contribuire alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo. Chiediamo venga messo in atto un piano straordinario di investimenti per creare occupazione e che, insieme ad un rinnovato sistema di orientamento scolastico si possa finalmente dare agli studenti uno strumento adatto per poter costruire una prospettiva lavorativa che tenga conto dell’attuale tessuto economico e sociale del territorio.