Sessismo e omofobia a scuola ad Albano Laziale

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Leggiamo in queste ore del caso dell’istituto San Pancrazio di Albano Laziale (RM).

Qualche giorno fa sul sito dell’istituto è comparso un articolo ripugnante dal titolo: “Come crescere un uomo. Contro l’effeminatezza” che spiegava come la suddetta scuola si propone di combattere “il liberalismo laicista, l’indifferentismo religioso, la teoria del gender, la pornografia e l’uso di droghe”.

La nostra idea di scuola è diametralmente opposta a quella che viene presentata da questo articolo e dal sito di questo Istituto.

Combattiamo da sempre per una società libera da discriminazioni, nella quale siano garantiti i diritti di tutte e tutti, a prescindere dal proprio genere e dal proprio orientamento sessuale.
Ripudiamo il modello patriarcale che vorrebbe l’uomo autoritario e virile e la donna fragile e sottomessa.

La scuola, luogo centrale di formazione del cittadino, deve saper educare al rispetto e alla valorizzazione delle differenze.

Le dichiarazioni

“E’ inaccettabile il modello di insegnamento retrogrado, omofobo e sessista messo in campo dall’Istituto San Pancrazio. – dichiarano Dario Rapiti, coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Lazio e Giorgio Carratta, coordinatore della Rete degli Studenti Medi di Roma – Chiediamo l’intervento delle istituzioni per evitare il ripetersi di episodi simili e per la garanzia del reale ruolo formativo svolto da questo istituto.”

Alcuni estratti dal sito della scuola e dall’articolo in questione

“È una scuola dove tutto l’ambiente profuma di dottrina cristiana, dei suoi principî, della sua morale, delle sue esigenze come anche delle sue ricchezze spirituali. È una scuola dove l’intelligenza degli studenti è nutrita di cultura, ma anche illuminata dalla Fede. Vi si coltivano dei veri uomini, ma al contempo vi si forgiano dei veri cristiani.”

“Oggi il maschio davvero attraente per una donna è quello che è in grado di emozionarsi. Questo almeno è il ritratto che continuano a proporci. La maggior parte delle donne che conservano un minimo di dignità, invece, non può sopportare l’uomo che si emoziona ad ogni istante”

“Alle donne, in particolare, occorre spiegare che se escono con qualcuno che vuole, sotto sotto, violare con loro il sesto comandamento, devono lasciarlo perdere, perché è un individuo effeminato. Se non riesce a controllarsi con loro prima del matrimonio, non lo farà nemmeno dopo, anzi peggiorerà. Chiunque non sia in grado di praticare la castità, fuori o dentro il matrimonio, non è un vero uomo”

“Il giovane dovrà inoltre apprendere la funzione dell’autorità osservando la madre sottomettersi al marito e il padre amare la moglie per la sua arrendevolezza, in modo che, nel corso dell’adolescenza, impari a praticare la docilità e la prudenza seguendo il retto ordine delle cose”

“Qualche volta viene quasi voglia di prendere a schiaffi i ragazzi per fargli tirar fuori un po’ di virilità, mi riferivo appunto alla questione della sofferenza. Bisogna obbligarli a soffrire un po’ per costringerli a mettere da parte il proprio piacere, renderli più virili e condurli a maturare davvero. Una sofferenza moderata, certo, in conformità alla loro età e alle loro condizioni, non troppa ma neppure troppo poca”

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